PANTONE: oltre la quadricromia

//PANTONE: oltre la quadricromia

Sicuramente se lavorate o avete a che fare con il settore grafico avrete sentito parlare più volte dei colori PANTONE e della “fantomatica” mazzetta colori.

Colori Pantone: cosa sono?

Un colore Pantone è sostanzialmente una “tinta piatta”, ovvero un colore che in stampa non viene ottenuto attraverso la formula sottrattiva del metodo CMYK, quindi con la sovrapposizione dei colori di quadricromia Cyan (C), Magenta (M), Giallo (Y) e Nero (K).

Una tinta piatta consiste in un inchiostro premiscelato, colorato in pasta, già corrispondente alla colorazione e alla tonalità predefinita, consultabile a catalogo.

Le tinte piatte vengono convenzionalmente chiamati colori Pantone dal nome del più famoso produttore di inchiostri al mondo (mazzetta colori Pantone appunto).

Perché e quando si usano i colori Pantone

Perché usare i colori Pantone se per stampare i colori, le sfumature e le varie tonalità si utilizza la quadricromia modulando la copertura dei 4 colori Cyan, Magenta, Giallo e Nero?

L’esigenza nasce dal fatto che con la quadricomia non si riesce a replicare fedelmente tutti i colori e le sfumature che l’occhio umano può percepire.
È questo il motivo per il quale si rende necessario l’utilizzo in stampa dei colori Pantone.

I colori Pantone permettono quindi di ottenere colori specifici come ad esempio:

  • colori fluo
  • oro
  • argento e altri colori metallici
  • tinte speciali

che altrimenti con nessuna combinazione CMYK si potrebbero ottenere con pari fedeltà.

Se ti è capitato di dover riprodurre immagini che riproducessero superfici metalliche, oppure superfici e fondi come ad esempio il colore oro, potrebbe interessarti questo articolo di approfondimento specifico per le soluzioni di stampa di qualità del  colore oro in cmyk, con colori Pantone o altre soluzioni di pregio.

I vantaggi dell’usare i colori Pantone

I colori Pantone danno un grande vantaggio anche quando si devono stampare loghi e immagini coordinate con colori istituzionali ben definiti, che non possono e non devono avere variazioni di tono dovute magari alle diverse impostazioni della macchina di stampa tra le diverse tirature.

Ad esempio il colore “rosso” del marchio Barilla o il caratteristico fondo Blu, mai viene stampato con una combinazione di quadricromia, ma bensì sono un rosso e un blu sceltro tra le varie tipologie e tonalità di rossi e blu disponibili nel campionario dei colori Pantone.

Procedendo in questo modo, il logo e il fondo ovunque verrano stampati, indipendentemente dallo stampatore, dalla macchina ed entro certi limiti anche indipendentemene dalle condizioni di stampa, avranno sempre il medesimo aspetto.

Questo è possibile perché la costante cromatica verrà garantita direttamente dall’inchiostro.

Un ulteriore vantaggio, soprattutto di ordine economico, lo si ottiene nel momento in cui si debbano realizzare dei progetti grafici e degli stampati nel quale vengono utilizzati pochi colori e l’uso della quadricromia non è prettamente necessario.

In questo caso, invece di scomporre questi colori/tinte in quadricromia, e quindi dover stampare i soliti 4 colori Cyan, Magenta, Giallo e Nero, si possono utilizzare i colori Pantone.

Lo stesso documento potrà così esser stampato con i soli 1 o 2 colori necessari.

I colori Pantone, in determinati casi come ad esempio questo, possono quindi esser sapientemente utilizzati anche per risparmiare costi di stampa rispetto alla classica quadricromia.

Come utilizzare i colori Pantone

Come è intuitivo capire, non è possibile realizzare la stampa di immagini e di tutte le sfumature e tonalità di colore con il solo uso di colori Pantone
(al netto di licenze artistiche personali del grafico o del creativo, per stampare una foto si dovrà sempre e comunque ricorrere all’uso dei 4 colori di quadricromia).

Una valida soluzione, utilizzata in modo ricorrente, può essere quindi quella di stampare in quadricromia (CMYK) tutto ciò che normalmente verrebbe comunque stampato con i 4 colori retinati nelle varie intensità e aggiungere un quinto o un sesto colore utilizzando i colori Pantone.

Un aspetto significativo da considerare è il fatto che i colori Pantone nascono come vernice.

Di conseguenza non hanno una vera traduzione cromatica corrispettiva nel momento in cui dovremo visualizzare il colore a monitor (periferica basata sul metodo RGB) in fase di progettazione o elaborazione grafica.

La resa in stampa dei colori Pantone

Come spiegato precedentemente, i colori Pantone sono inchiostri premiscelati, che quindi subiscono meno le variabili di stampa rispetto alla composizione variabile dei 4 colori di quadricromia.

Il tipo di carta che viene utilizzato influisce invece molto sulla resa cromatica effettiva, bisogna dunque tener buon conto del tipo di inchiostro e del rapporto con la carta.

È naturale che un inchiostro steso su una carta patinata avrà una resa ed un effetto ben diverso dallo stesso inchiostro steso invece su una carta uso mano.

Per ovviare a questa situazione e ottenere risultati ottimali, i colori Pantone sono declinati in due diverse versioni.

Per riuscire a rispondere al meglio alle esigenze di chi lavora nel settore grafico (dalla progettazione grafica alla stampa) i medesimi colori sono riprodotti a catalogo con la resa ottenibile su carta uso mano e carta invece patinata.

I colori Pantone sono stati così distinti in:

  • utilizzare colori Pantone Uncoated: quando si stampa su carta usomano;
  • utilizzare colori Pantone Coated: quando si stampa su carta patinata lucida o carta patinata opaca.

Seguire questa semplice line guida permette di ottenere i migliori risultati di stampa e non avere sgradite sorprese.

2018-10-12T09:34:45+00:00Categories: Il colore|0 Comments

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